Torna a Lostworld

Geroglifici

 

Appare del tutto inutile affrontare un argomento abbondantemente sviscerato dalla scienza e apparentemente risolto come quello dei geroglifici. Tuttavia vi è un aspetto alquanto interessante da sottolineare.

In queste pagine (mappe impossibili) abbiamo già parlato di un papiro conservato al museo di Leningrado su cui è narrata l'avventura di un funzionario egizio diretto alle miniere del faraone. In molti avevano ipotizzato che queste miniere si trovassero oltre l'oceano atlantico, tuttavia le prove apparivano alquanto deboli. Secondo molti studiosi gli egizi non erano un popolo di grandi navigatori, e pensare che potessero attraversare l'oceano era assurdo.

Eppure nel 1866 uno studioso di nome John William scoprì nella libreria dell'Arward College un libro sugli indigeni Wabanaki al cui interno si trovava una preghiera in lingua Micmac trascritta da un sacerdote che aveva predicato presso gli indiani wabanaki del Maine. Tale forma di scrittura apparve subito molto simile alla forma semplificata (ieratica) dei geroglifici egizi.

Nel XVIII secolo il sacerdote francese Pierre Maillard affermò di aver inventato i geroglifici Micmac per insegnare agli indigeni, ma ciò appare impossibile, poiché maillard morì nel 1762 e la stele di rosetta fu tradotta solo nel 1823. Dopo un'attenta ricerca William trovò un libro di 450 pagine in cui erano trascritti i geroglifici micmac pubblicato a Vienna sulla base dei manoscritti lasciati da Maillard. Molti dei simboli erano di chiara origine egizia, ma cosa ancor più significativa avevano lo stesso significato. Maillard non aveva dunque inventato i geroglifici micmac, ma aveva usato il sistema di scrittura degli indigeni per predicare presso di loro. Padre Eugene Vetromile, che predicò presso gli indigeni wabanaki, riferì che essi usavano incidere su prezzi di corteccia, alberi e pietre. Erano abituati a spedire pezzi di corteccia ad altre tribù ed a ricevere risposte scritte con lo stesso sistema. Nelle tende di molti indiani si trovavano cortecce e sassi scritti, e gli uomini-medicina avevano lunghi manoscritti che leggevano per le persone malate. Con quei segni gli indiani potevano esprimere senza incertezza ogni idea, con l'arrivo dei missinoari furono agginuti alcuni simboli in modo da professare la niuova religione.

Le similitudini sono tali e tante che può significare sono una cosa: gli algonchini hanno avuto contatti con il popolo egizio. Anche la loro lingua ha termini simili a quelli dell'antico egizio. Un'ampia lista di questi termini si trova in un dizionario compilato da padre Sebastian Rasles tra il 1690 ed il 1724 e conservato nella biblioteca dell'Harward College. Si può ipotizzare che navi egizie giunsero nella regione di Davenport risalendo il Mississipi nel IX sec. a.C. durante la XXII dinastia ed insegnarono agli indigeni il sistema di scrittura geroglifico, trattandosi di ideogrammi non erano influenzati dalla diversità della lingua, che risentì comunque delle influenze egizie.In Europa abbiamo decine di esempi di influssi linguistici dovuti alle varie invasioni e conquiste, lo stesso è avvenuto in ogni parte del globo. Un attento studio linguistico, nache tra paesi molto distanti, può portare a scoprire contatti tra popoli lontiani ormai persi nei meandri del tempo.

Alcuni potrebbero ipotizzare una nascita comune dei due sistemi di scrittura, dopotutto nella mitologia egizia si parla del dio Toth che insegnò agli egizi i geroglifici. Se cerchiamo una base storica a questa leggenda possiamo ipotizzare un viaggiatore atlantideo che portò conoscenze avanzate al popolo egizio, in modo analogo potrebbe essere avvenuto tra gli Algonchini. Tale ipotesi è però molto meno probabile, anche se indubbiamente più affascianante.

(Fonte: Archeomisteri N.19-2005)

 
 
Torna a Lostworld