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Nel 1357 lo scrivano e
copista Nicolas Flamel aveva acquistato un insolito libro "La
legatura era in solido ottone e dentro vi erano figure e caratteri che
non erano né latini né francesi. Era stato scritto con una
matita di piombo su fogli di corteccia, ed era stranamente colorato".
Sulla prima pagina, in lettere d'ora era scritto: "Abramo l'Ebreo,
principe, Levita, astrologo e filosofo, alla nazione degli Ebrei dispersa
in Francia dall'ira di Dio, augura salute."
L'autore del volume, dopo aver minacciato
chiunque leggesse il libro senza essere un rabbino o uno scrivano, diceva
che il volume rivelava come trasformare i metalli vili in oro. Flamel
iniziò la traduzione del libro di Abramo e la portò quasi
a termine, ma una pagina densa di iscrizioni simboliche poteva essere
tradotta solo da un ebreo esperto di Quabbalah. Per oltre un decennio
il mistero rimase tale, fino a quando Flamel incontrò un erudito
di nome Canches durante un pellegrinaggio a Santiago de Campostela in
Spagna. Camches tradusse la pagina, ma rivelò il suo contenuto
a Flamel solo in punto di morte.
Se Flamel sia riuscito o meno a creare
la pietra filosofale non lo sapremo mai, ma la sola Parigi conta quattordici
ospedali, tre cappelle e sette chiese tutte edificate dalle fondamenta
ed arricchite con generosi lasciti, quasi altrettanti ne conta Boulogne,
per non parlare della beneficenza nei confronti degli orfani e delle vedove.
Nel 1419 all'età di 106 anni Flamel
morì senza che nessuno conoscesse il segreto della sua favolosa
ricchezza. Si dice però che Flamel non sia affatto morto, e con
la moglie Perrenelle sia stato visto in seguito, nel 1761 all'opera di
Parigi, nel XIX secolo sempre a Parigi in Boulevard du Temple, e c'è
anche chi sostiene che tra il 1925 ed il 1930 abbia scritto due libri
firmandosi con lo pseudonimo Fulcanelli ("I segreti delle Cattedrali"
e"Le dimore Filosofali"),
Se veramente Flamel scoprì il
segreto della pietra filosofale, mai ricchezza fu più generosamente
usata a fin di bene.
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