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Macchine Anatomiche

 

Spesso siamo portati a credere che i misteri più fitti siano custoditi in paesi lontani e misteriosi. Eppure se solo rivolgessimo lo sguardo a ciò che ci circonda troveremmo di che restare meravilgiati.

E' quello che accade se il vostro sguardo si posa sulla città di Napoli, nella cappella San Severo dei Sangro o Pietatella, potrete osservare quelle che impropriamente vengono chiamate macchine anatomiche.

Impropriamente poichè al contrario di una macchina queste non hanno meccanismi, Si tratta di due corpi, uno maschile ed uno femminile, attorno agli sceletri dei quali viene raffigurato soltanto l' impianto venoso ed arterioso.

L'aspetto di per sè di questi corpi è alquanto macabro, ma la cosa straordianaria è che ogni capillare è stato riprodotto fedelmente.

Ma chi ha realizzato un simile opera? Raimondo de’ Sangro, principe di Sansevero e di Castelfranco, duca di Torremaggiore e Grande di Spagna era un uomo erudito, amante della cultura e dell'arte. Vissuto attorno alla metà del 1700 dai documenti si apprende che era un esperto alchimista. Fu lui a realizzare le due macchine anatomiche intorno al 1750, alcuni ritengono che si tratti di una ricostruzione in cera d'api ed altri materiali, ma la teoria appare subito improbabile, poichè, dati i mezzi e le conoscenze dell'epoca, un'opera simile risulta fin troppo precisa.

L'alternativa è quanto meno raccapricciante. Si tratterebbe del risultato di un esperimento svolto dal Principe su dei servitori, ma per metallizzare l'intero sistema circolatorio il cuore doveva necessariamente pulsare per spingere in ogni vaso sanguigno il cimposto chimico, probablimente a base di mercurio. Non c' quindi da meravigliarsi se giravano voci raccapriccianti sul principe di San Severo e sulle pratiche occulte che avrebbe intrapreso all'interno della sua dimora. Si trattava dunque di un uomo estremamente cinico, questa sia freddezza deve essere stata usata anche per scarnificare i due corpi senza danneggiare minimamente anche il più piccolo capillare.

Per quanto impossible possa apparire anche ai nostri giorni una simile procedura, fu applicata con successo consentendo la realizzazione di queste due opere quasi perfette. L'uomo presenta infatti un difetto nell'assenza dell'esofago, mentre la donna era incinta ed il feto mummificato si trova ai suoi piedi.

Ma dopo tanta precisione un uomo con una tale precisione avrebbe potuto commettere due 'errori' così banali? Certamente no, probabilmente era a conoscenza dello stato di gravidanza della donna, ma questo non fermò il suo intento, mentre l'assenza dell'esofago è forse da attribuirsi a qualche tipo di simbolismo.

Sicuramente un tale esperimento permise di ottenere una dettagliata conoscenza del nostro sistema circolatorio, ma c'è da interrogarsi sui metodi oscuri e brutali con i quali questo risultato è stato raggiunto..

 

 

 
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